. Amara sorpresa per gli autotrasportatori: ridotte le deduzioni forfettarie da inserire nella dichiarazione dei redditi

Panin: sicurezza stradale e adeguatezza sociale, serve un intervento urgente.

Oltre all'incertezza data dal ritardo con cui sono state comunicate, per gli autotrasportatori vi è la beffa per la decisione assunta di ridurre le deduzioni forfettarie da inserire nella dichiarazione dei redditi, nonostante che nella legge di bilancio 2018 fossero stati stanziati 70 milioni di euro.

Lo afferma Dario Panin , Portavoce degli autotrasportatori di CNA , il quale sottolinea che da settimane la CNA sollecitava al Ministero dell'Economia e delle Finanza la definizione degli importi delle deduzioni riconosciute alla categoria essenzialmente legati al recupero forfettario delle spese sostenute dagli autotrasportatori per le trasferte in relazione ai trasporti personalmente effettuati dall'imprenditore , titolare della ditta individuale , o dai singoli soci di società di persone .

Peraltro vi era l'impegno del precedente Governo di garantire alla imprese per il 2018 la stessa misura riconosciuta per l'anno 2017 (51 euro per i trasporti effettuati oltre l'ambito comunale, euro 17,85 per quelli effettuati all'interno del territorio comunale).

Ora la doccia fredda - commenta il Portavoce degli autotrasportatori CNA - viene dal comunicato stampa del Ministero che ha indicato in riferimento al periodo d'imposta 2017 le nuove seguenti misure pari a: 38,00 euro per i trasporti oltre il Comune in cui ha sede l'impresa di autotrasporto merci per conto terzi (unico importo, senza distinzione tra i trasporti all'interno della Regione e delle Regioni confinanti e quelli oltre tale ambito territoriale), chiarendo che la deduzione spetta una sola volta per ogni giorno di effettuazione dei trasporti, indipendentemente dal numero dei viaggi; 13,30 euro per i trasporti nel Comune in cui ha sede l'impresa.

"È appena il caso di affermare - commenta Dario Panin - che le somme riportate dal Mef disattendono le aspettative delle imprese che con i nuovi importi saranno costrette a pagare maggiori imposte che variano dai 770 ai 2.200 euro".

Rimane sconcertante l'atteggiamento - commenta il Portavoce degli autotrasportatori CNA - di chi a parole ritiene il sistema delle piccole imprese importante per l'economia del nostro Paese, ma poi alla prova dei fatti non si cura minimamente di avviare un confronto con la categoria degli autotrasportatori, ascoltando le loro problematiche che di fatto frenano il rilancio dell'economia considerato che dal 2008 al 2017 il sistema dell'autotrasporto italiano è stato uno dei settori maggiormente colpiti dalla congiuntura economica con oltre 26.000 imprese di autotrasporto cessate.

Per risollevarlo - dichiara Panin - occorrono immediati interventi sui mali endemici che lo affliggono: estrema polverizzazione del settore , elevati costi di gestione e conseguente dumping sociale perpetuato dalle imprese estere, assenza di una incisiva politica europea che promuova condizioni di partenza uguali per tutti, carenza di valori indicativi di riferimento che garantiscano sicurezza stradale ed adeguatezza sociale.

In queste condizioni in Italia "sbarcano" ogni giorno flotte di camion targati Polonia, Romania, Bulgaria, Slovacchia ed altri Paesi dell'Est UE; in questi territori il salario minimo di riferimento è inferiore a euro 500/mese mentre il costo del gasolio per autotrazione è pari a euro 1,09 per la Bulgaria, euro 1,16474 per la Polonia e di euro 1,26 per Romania e Slovacchia.

A maggio 2018 il prezzo del gasolio in Italia era pari a euro 1,50: dai 24 ai 40 centesimi in più a litro!!

In tale contesto - conclude, amaramente, Dario Panin - per l'autotrasporto italiano non c'è partita!