. Come la burocrazia frena lo sviluppo

Cna presenta i dati dell'osservatorio. 86 adempimenti e 18.500 euro per aprire un'officina auto

Prima di stringere il primo bullone, un aspirante autoriparatore in Italia per aprire la propria nuova officina deve sottostare fino a 86 adempimenti, contattare fino a 30 enti doversi per ben 48 volte e spendere oltre 18.500 euro. Non va meglio per un aspirante falegname che di adempimenti ne ha 78, ma deve spendere quasi 20 mila euro.

 

E' la burocrazia il vero bastone tra le ruote per lo sviluppo dell'imprenditoria, in particolare della piccola e media e dei servizi. Lo rileva "Comune che vai, burocrazia che trovi", la prima edizione dell'Osservatorio CNA che ne misura il peso sull'avvio di impresa prendendo a esempio cinque tipologie: acconciatura, bar, autoriparazione, gelateria, falegnameria. Di ognuna è calcolato in dettaglio il numero degli adempimenti, il numero degli enti coinvolti, il numero complessivo di operazioni necessarie all'apertura e il costo totale dell'intera autorizzazione.

 

"Lo diciamo da anni - commenta David Gazzieri presidente di Cna Rovigo - che la burocrazia non ci è amica, ma con questo report del nostro osservatorio purtroppo andiamo a dimostrare che la realtà ha superato e non di poco fantasia e sensazioni. Ma se questi dati sono focalizzati su nuove aperture di impresa, non è che chi l'impresa l'ha già non si deve confrontare quotidianamente con uffici e burocrati. Quasi ogni giorno della nostra vita imprenditoriale prevede un adempimento che spesso equivale ad un costo, non fosse altro che per il tempo necessario ad assolverlo. Chiediamo una sforbiciata, una semplificazione, l'unificazione di competenze e l'uso della digitalizzazione che permetta ai diversi soggetti della PA di dialogare tra loro senza bisogno della presenza fisica dell'imprenditore. La Cna Rovigo ha fatto la sua parte in questi anni proponendo continuamente soluzioni - continua Gazzieri - a tutte le amministrazioni comunali. Non ultima la proposta delle fusioni tra comuni per efficientare proprio burocrazia e costi che gravano sulle imprese. C'è ancora un lavoro, comunque, di sensibilizzazione e cultura da implementare per arrivare rapidamente a delle decisioni utili ai nostri imprenditori."

 

Il pacchetto di proposte che scaturisce dal report prevede: una cabina di regia sulla qualità della regolamentazione, la revisione della legislazione, la digitalizzazione e interoperabilità tra banche dati, piena operatività dell'Agenzia per le imprese, standardizzazione della modulistica e la trasparenza e accessibilità dei siti PA, per la semplificazione del sistema. Mentre, per singolo aspetto, CNA chiede una modulistica unica per le insegna di esercizio, la semplificazione per l'autorizzazione unica ambientale e per gli adempimenti sui rifiuti, e la ridefinizione delle classi di rischio per il SSN.

 

Ecco nel dettaglio per tipologia gli adempimenti:

 

Acconciatura . Sessantacinque adempimenti. Ventisei enti coinvolti. Trentanove file (reali o virtuali) da sciropparsi. Una spesa di 17.535 euro. E tutto ciò solo per aprire un salone di acconciatura. A monte della presentazione della Scia (Segnalazione certificata di inizio attività) va previsto il superamento di un esame teorico-pratico a compimento di un corso triennale e di uno stage dalla durata variabile per regione. Oltre alla documentazione obbligatoria per legge, da presentare al Suap (Sportello unico attività produttive) un terzo dei comuni pretende attestazioni facoltative. Che possono essere molto onerose.

 

Bar . Aprire un bar richiede fino a 71 adempimenti e coinvolge anche 26 enti con i quali, però, ci si può dover interfacciare fino a 41 volte perché ad alcuni enti ci si deve rivolgere varie volte. La spesa sfiora i 15mila euro (14.667 per la precisione). L'aspirante imprenditore deve aver frequentato un corso che costa in media sui 600 euro ma dura tra le cento (Emilia Romagna, Marche, Piemonte e Sicilia) e le 160 ore (Campania). Gli adempimenti obbligatori sono cinque. Un terzo dei comuni, però, ne richiede anche altri: dalla relazione sui locali e le attrezzature (140 euro) alla verifica dell'adeguatezza dei locali (300 euro), dal certificato di agibilità (mille euro) alla verifica dell'impianto elettrico. I diritti Scia spesso sono gratuiti ma in sei comuni il loro costo supera i cento euro.

 

Autoriparazione . L'aspirante autoriparatore si trova di fronte una sorta di montagna: fino a 86 adempimenti complessivi da assolvere. Gli enti con i quali può avere a che fare sono 30 e 48 i contatti. Con oltre 18.550 euro di costi da affrontare. Per diventare responsabile tecnico di un'attività di autoriparatore (meccatronica, gommista, carrozzeria) occorre un corso propedeutico della durata di 500 ore che costa 2mila euro. I diritti Scia oscillano tra la gratuità e un costo superiore ai cento euro. Molte amministrazioni, inoltre, fanno ulteriori richieste rispetto a quelle previste dalla normativa unica. Particolarmente numerosi per l'aspirante autoriparatore sono gli adempimenti ambientali, dall'impatto acustico all'assimilazione acque reflue. Con l'aggravante, anche su questo fronte, dei comuni che procedono in ordine sparso.

 

Gelateria . Per trasformare il suo sogno in realtà l'aspirante gelatiere può trovarsi ad affrontare fino a 73 adempimenti, con 26 enti coinvolti e 41 contatti. E con una spesa per le pratiche burocratiche che da sola arriva a superare i 12.500 euro (12.660 per la precisione). Anche in questo caso è previsto come pre-requisito quello della frequenza di un corso di Somministrazione alimenti e bevande. L'iter burocratico vero e proprio si apre con la presentazione della Scia, di solito accompagnata da una notifica sanitaria. Agli adempimenti standard in questa fase alcuni comuni ne aggiungono di facoltativi: dalla planimetria con relativa relazione alla verifica dell'adeguatezza locali e dell'impianto elettrico.

 

Falegnameria . Per aprire una falegnameria gli adempimenti possono arrivare a 78, gli enti coinvolti a 26 e a 39 le volte in cui l'aspirante imprenditore (o chi per lui) si deve confrontare con la Pubblica amministrazione. Il combinato disposto di questa girandola di impegni porta fino a 19.742 euro la spesa per le pratiche burocratiche. L'adempimento in sé più oneroso è il certificato controlli antincendi rilasciato dai Vigili del fuoco: mediamente costa 1.600 euro e abbisogna di 60 giorni per il rilascio. Data la particolarità dell'attività di falegname non sempre è il Suap l'interlocutore di riferimento. Talvolta è un apposito sportello comunale al quale si può inviare tramite Pec e/o in via telematica. Rispetto ad altre attività la falegnameria presenta un numero molto elevato di obblighi ambientali. Con costi, tempi ed enti coinvolti estremamente variabili da un comune all'altro. Rimanendo ai costi si va da 150 a 600 euro per le pratiche relative allo scarico di acque reflue, da 500 a mille euro per l'impatto acustico, da 150 a 700 euro per l'industria insalubre e da 500 a 1.100 mila euro per le emissioni in atmosfera.

 

Salute e sicurezza . La normativa italiana in materia di salute e sicurezza si caratterizza per l'eccessiva complessità e per l'assenza di modularità tra le varie imprese. Di conseguenza, viene imposta a tutti i datori di lavoro, senza riguardo per la pericolosità dell'attività o per la dimensione dell'impresa, l'adozione degli stessi obblighi documentali e formativi. La complessità si traduce anche in onerosità. La spesa media per gli adempimenti su salute e sicurezza sul lavoro va da 1.854 euro per attività di gelateria e acconciature, considerate a basso rischio, a 2.119 per i bar, a 4.414 per l'autoriparazione e addirittura a 5.784 euro per la falegnameria.

 

Insegne di esercizio . L'autorizzazione al posizionamento di cartelle, insegne di esercizio e altri mezzi pubblicitari coinvolge fino a dodici enti. Un numero che da solo la dice lunga sulla farraginosità della burocrazia italiana e delle sue imposizioni. Per ogni genere d'insegna, se l'attività è prospiciente una strada statale, anche la Provincia e l'Anas sono chiamate a dare la loro autorizzazione. In ogni caso, anche per un'insegna di piccole dimensioni posta al di sopra di un'attività in una zona semicentrale, per redigere la richiesta di autorizzazione con i relativi documenti è necessaria una consulenza tecnica. Il combinato disposto porta alcuni comuni a prendersi oltre 60 giorni per rilasciare il nulla osta. Se l'insegna va collocata in un centro storico, la situazione si complica. L'autorizzazione, infatti, in questo caso abbisogna pure di un nulla osta paesaggistico e di un via libera della Polizia municipale.

 

Assunzione di un apprendista . La legislazione del lavoro prevede tre diverse tipologie di apprendista. L'Osservatorio ha scelto come esempio il contratto di apprendistato professionalizzante. Per il quale il datore di lavoro ha l'obbligo di garantire la formazione professionalizzante, la cui durata e modalità di erogazione sono stabilite dal Contratto collettivo nazionale di lavoro o da accordi interconfederali. La formazione va integrata dall'offerta formativa pubblica finalizzata all'acquisizione di competenze di base (da 40 a 120 ore). Il costo medio di questi adempimenti è di 400 euro e gli enti di riferimento talvolta sono diversi. Il datore di lavoro è costretto, pertanto, a comunicare più volte e a più enti le stesse informazioni in contrasto anche con il divieto di chiedere alle imprese documenti e informazioni già in possesso della Pubblica amministrazione.