. Indagine sulla TARI

CNA propone il contenimento della TARI attraverso l’esclusione della tariffa per i locali delle imprese dove si producono rifiuti speciali

L’applicazione della Tassa asporto rifiuti (TARI), la cui tariffa è decisa dai singoli Comuni, rimane al centro della iniziativa della CNA di Rovigo, alla luce anche del recente rapporto “Comune che vai, fisco che trovi, dove si evidenzia che l’incidenza della tassazione comunale sulle imprese è del 10 % ed è dovuta in particolar modo alla tassa rifiuti, concorrendo alla tassazione complessiva del 60%   che grava sulle imprese.

La Tari – afferma David Gazzieri -  a fronte degli aspetti ancora nebulosi presenti nella normativa nazionale ha come certezza i costi che le imprese devono sostenere per far fronte allo smaltimento dei rifiuti, oltre al fatto che molte attività sono costrette a pagare due volte il servizio: la prima rivolgendosi ad aziende specializzate per lo smaltimento dei rifiuti speciali, oltre al pagamento della Tari comunale.

Di fatto , come CNA , contestiamo l’impostazione data alla  tassa sui rifiuti , definita attraverso delle tariffe – costituite da una parte fissa e da  una variabile sulla superficie imponibile -  ,  alla quale dovrebbe  corrispondere  un servizio che va dalla  raccolta allo  smaltimento , ma che di fatto diventa per le imprese una patrimoniale perché la base di calcolo  rimane  la  superficie dell’immobile suscettibile di produrre rifiuti, senza tenere conto della quantità e qualità dei rifiuti realmente prodotti.

Nella applicazione delle tariffe, prosegue il Presidente della CNA, ogni Comune assume una propria delibera e comparando alcune tariffe vi sono evidenti differenziazioni tra realtà e realtà seppur riferite alla stessa tipologia di attività economiche, come evidenziato dai prospetti allegati.

Ulteriore diversità sono le date e le rate previste dai vari Comuni per il pagamento della tariffa.

Come CNA constatiamo che non esista, al di là di singoli articoli dei regolamenti comunali, un meccanismo uguale per tutti i 50 Comuni nell’applicazione della Tari e nella detassazione per le imprese, per cui ogni Comune ha regole diverse, quindi in Polesine vi sono 50 modi di applicazione della tassa.

Da ultimo nella applicazione della tariffa non si tiene conto dello smaltimento dei rifiuti speciali che le aziende devono smaltire in maniera autonoma, se non solo in parte ed attraverso un meccanismo di detassazione della superficie imponibile per quelle attività in cui vi sia una contestuale produzioni di rifiuti urbani e rifiuti speciali e non sia possibile individuare le superfici escluse dal tributo.

Particolarmente penalizzate – commenta David Gazzieri -   sono le imprese dei settori: autofficine, carrozzerie, falegnami, metalmeccanici, tipografi, ma più in generale le imprese artigiane e PMI che producono rifiuti speciali.

Ai Comuni , conclude il Presidente CNA ,  sollecitiamo , quindi ,  la modifica dei Regolamenti sui rifiuti introducendo , come è già avvenuto in qualche altra realtà ,  la totale esclusione dalla tariffa per i locali dove si producono rifiuti speciali prevedendo la presentazione di una documentazione  in cui si dichiari  la quantità dei rifiuti speciali smaltiti a proprie spese nell’anno precedente ; accompagnata dal  modello MUD , dalla attestazione rilasciata dal soggetto autorizzato al quale i rifiuti sono stati conferiti , copia del registro di carico e scarico e dal formulario identificativo rifiuti.

Sarebbe un segnale concreto di attenzione alle imprese che operano nel territorio, intervenendo in maniera efficace, anche a livello comunale, sul contenimento della pressione fiscale. 

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