. La bolletta elettrica è un costo per le imprese artigiane non rapportato ai consumi effettivi

Le proposte per affiancare gli utenti nella interpretazione delle condizioni di prezzo dell'energia

  
"Le imprese, soprattutto le piccole e le aziende artigiane, continuano a pagare bollette elettriche che non sono rapportate all'effettivo consumo di energia, ma, dipendono da altre voci quali "oneri ed imposte", che incidono nei costi aziendali, con la beffa di essere anche svantaggiate rispetto alle imprese più strutturate". Lo afferma David Gazzieri, Presidente della CNA di Rovigo, il quale evidenzia gli elementi emersi dall'Osservatorio Energia della CNA che predispone un confronto annuale delle bollette dell'energia elettrica. 

Il prezzo della bolletta elettrica pagato dalle imprese italiane continua ad essere tra i più alti in Europa, - prosegue il Presidente CNA - sebbene tra il 2016 e 2017 esso sia diminuito, ma il divario continua ad attestarsi attorno al 21% dovuto essenzialmente alle imposte che sono doppie rispetto a quelle pagate dalle imprese in Francia ed Inghilterra e di quasi sette volte in più rispetto a quelle spagnole. 

Se si scompone la bolletta elettrica di una piccola impresa si evidenzia che solo il 43,7% riguarda il consumo effettivo di energia mentre la componente "oneri e imposte, pesa per il 35,8% sull'ammontare totale e la componente "rete di distribuzione" vale il 20,5% sul prezzo finale . 
Altro elemento - spiega Gazzieri - che emerge dall'Osservatorio è che le micro-piccole imprese e le aziende artigiane oltre a pagare un prezzo decisamente maggiore rispetto alle imprese europee aventi la stessa dimensione, sono fortemente svantaggiate anche rispetto alle imprese italiane più strutturate e con maggiori consumi; infatti i prezzi dell'energia elettrica diminuiscono all'aumentare delle dimensioni aziendali in relazione alle tre voci che compongono la bolletta
"Come CNA - afferma il Presidente - esprimiamo forti perplessità rispetto agli interventi destinati alla riduzione del costo dell'energia finora messi in atto e per questo ribadiamo la necessità di una riforma del finanziamento degli oneri generali del sistema, con il coinvolgimento della fiscalità generale che potrebbe essere inserito nella legge di bilancio come iniziativa per favorire la competitività delle piccole imprese.Considerato, infine, che da luglio 2020 si realizzerà la definitiva liberalizzazione del mercato al dettaglio dell'energia - sostiene David Gazzieri - vi è la necessità non solo di attivare le azioni necessarie a garantire l'effettiva concorrenza e a stimolare la competizione tra i diversi fornitori, ma di definire adeguati strumenti in grado di affiancare gli utenti nella interpretazione delle condizioni di prezzo dell'energia praticate dai venditori"