. Maggiori risorse alla Legge Sabatini

Cna Rovigo sollecita interventi per uno degli strumenti più utilizzati dalle piccole e medie imprese

“Rischia di chiudere anzitempo uno dei più importanti strumenti di sostegno agli investimenti, la cosiddetta Nuova Sabatini, lo strumento “principe” per supportare le imprese nell’acquisto di nuovi beni strumentali.”

Lo afferma il Presidente di CNA David Gazzieri il quale sottolinea che sono, infatti, ancora disponibili poco più di circa 170 mln di euro, a fronte di una esigenza, calcolata sulla base dell’assorbimento nello stesso periodo dello scorso anno, di poco meno di 300 mln.

“Verosimilmente - spiega il Presidente CNA - le risorse disponibili consentiranno di arrivare ad ottobre, lasciando scoperti gli ultimi due mesi dell’anno, mesi in cui dovrebbero concentrarsi ulteriori, significativi, investimenti, anche in ragione delle prossime scadenze delle misure relative al super e all’iper ammortamento.

Rischia così di saltare – commenta il Presidente Gazzieri  - una delle basi sulle quali si è ricostruito il percorso di ripresa degli investimenti nei settori produttivi, fondamentale per il necessario recupero di competitività del nostro sistema economico.

La misura, avviata ad aprile del 2014 sulla falsariga della “vecchia Sabatini” del 1965, ad oggi ha sostenuto oltre 13 MLD di investimenti.

Partita in sordina nel 2016, anno in cui è stata introdotta una significativa semplificazione delle procedure ed è entrato in vigore il superammortamento, ha preso poi vigore: 2,5 MLD in soli 9 mesi del 2016, 5 MLD nel 2017, ed anche nel 2018 si sta viaggiando sugli stessi importi.

Certo - commenta il Presidente CNA - la possibile accoppiata prima con il superammortamento e successivamente anche con l’iperammortamento, ha determinato una forte crescita dell’utilizzo dello strumento, ma conta, soprattutto, la crescita di confidenza da parte delle imprese.

Lo strumento si è “affinato” nel tempo. La durata ha consentito di qualificare le domande, la media di approvazione è passata dal 48% del primo anno, all’85% del 2018. Dare certezze significa garantire affidabilità ed evitare l’assalto a “chi ci prova”.

Soprattutto affidabilità e certezza avvicinano le imprese di minori dimensioni, il patrimonio del nostro tessuto produttivo. Per numero e per volumi, la crescita della quota di micro e piccole imprese, ovvero le imprese con meno di 50 addetti, è eloquente.

Rispetto al numero, le micro passano dal 26% del 2015, al 39% del 2018, mentre le piccole si mantengono stabili; relativamente ai volumi, le micro passano dall’11% del 2015, al 24% del 2018, ed anche le piccole crescono, dal 41% del 2015, al 48% del 2018.

La nuova Sabatini si conferma, nei fatti - commenta Gazzieri - che per essere efficaci gli strumenti a sostegno delle imprese di minori dimensioni devono garantire certezza e durata considerato anche che l’intervento pubblico è oggettivamente esiguo: ad oggi, poco più di 1 MLD a fronte di 13 MLD di investimenti privati, un effetto leva altissimo. E parliamo di investimenti veri, il contributo viene erogato dopo l’avvio dell’investimento.

Inoltre, posto che il contributo viene erogato in rate annuali, le esigenze, in termini, di cassa, sono davvero limitate. In termini di impegno, le risorse necessarie per coprire tutto il 2018 ammonterebbero a 120-130 Milioni di euro, ma in termini di cassa l’esigenza sarebbe ridotta almeno di 1/5, circa 25 mln.

Non sono – conclude David Gazzieri – di cifre esorbitanti, si tratta di decidere se dare o meno continuità a strumenti atti a sostenere lo sviluppo delle imprese che vogliono scommettere sulla competitività e sulla crescita.”