. SISTRI, le imprese bocciano il sistema

Lo studio di CNA evidenzia che il sistema non funziona, ma alle imprese costa euro e tempo.

NOVE ANNI DI SISTRI: BOCCIATURA TOTALE DALLE IMPRESE

Uno studio CNA evidenzia che il sistema non funziona, ma alle imprese costa euro e tempo

La tracciabilità dei rifiuti è un obiettivo irrinunciabile, a giudizio degli imprenditori artigiani, ma il Sistri (Sistema di controllo della Tracciabilità dei Rifiuti), in vigore in Italia da nove anni, continua a fallire completamente rispetto agli obiettivi che ne avevano motivato l'introduzione.

 

È quanto emerge da un recente studio che CNA ha effettuato presso un campione rappresentativo di imprese soggette agli obblighi SISTRI.

 

Gli imprenditori che hanno risposto ai quesiti dell'indagine hanno bocciato senza appello il SISTRI, che ha racimolato un voto complessivo finale pari a 3/10 scarso (2,7).

 

"La nostra battaglia contro il SISTRI è lunga e motivata dal fatto che questo sistema non è mai riuscito a funzionare. Doveva sostituire le procedure cartacee e introdurre facilitazioni e una vera tracciabilità dei rifiuti. Ma alla fine le imprese pagano tanto, perdono tanto tempo perché il sistema è farraginoso e il controllo sui rifiuti non ha fatto passi in avanti", commenta la Cna Rovigo.

 

L'utilizzo del sistema da parte delle imprese con cui ci si relaziona nella gestione dei rifiuti è spesso fonte indiretta di costi e/o complicazioni aggiuntive. Per il 33,7% degli intervistati, infatti, operare con altre imprese che adottano il SISTRI ha determinato un aumento dei prezzi applicati nel processo di smaltimento. Per il 38,5% l'adozione del SISTRI da parte di altre imprese ha causato invece maggiori difficoltà procedurali per la presa in carico dei rifiuti.

 

Oltre a non fornire alcun vantaggio operativo, il sistema è risultato costoso e dallo studio emerge che nei primi nove anni di utilizzo, un'impresa su quattro tra quelle che operano nella parte finale della filiera ("trasportatori in conto terzi", "destinatari di rifiuti speciali" e "altre categorie"), ha sopportato costi superiori ai 10mila euro per il contributo annuale, con punte superiori ai 50mila euro per i trasportatori in conto terzi.

 

Forti perplessità hanno accompagnato il sistema nei suoi nove anni di vita. Su impulso della Finanziaria 2007, che stanziava 5 milioni per la realizzazione di un sistema integrato per il controllo e la tracciabilità dei rifiuti, il SISTRI, fu istituito dal ministero su iniziativa e proposta di Selex (Società di Finmeccanica), facendolo sostenere da contributi pagati annualmente dalle imprese. Ma inefficienze del sistema e procedure difficilmente compatibili con le operazioni che concretamente le imprese devono rispettare per una corretta gestione dei rifiuti, hanno determinato, negli anni successivi, continue proroghe dell'avvio del sistema e numerosi interventi legislativi (tra questi, anche una soppressione e una successiva re-introduzione). Tra ombre di carattere giudiziario e criticità informatiche e procedurali, il SISTRI è ancora in vigore, con una riduzione dell'ambito di obbligatorietà.

Nell'agosto del 2014 la legge 116/2014 conferma nero su bianco la necessità di superare questo sistema, stabilendone l'affidamento ad un nuovo concessionario tramite una gara CONSIP entro dicembre 2015, che però non viene mai svolta, tanto che ancora oggi la gestione è in capo a Selex, tramite proroghe su proroghe.

 

"Nonostante tutto ciò, le imprese devono pagare enormi cifre per il contributo annuale, a fronte di un sistema mai divenuto effettivamente operativo. E questo è davvero scandaloso. Siamo assolutamente contrari ad ulteriori proroghe di questo sistema, che va superato definitivamente e per questo proponiamo al governo di costruire un nuovo progetto con la collaborazione delle associazioni imprenditoriali", conclude la CNA Rovigo.