. Credito più caro se lo chiedono le imprenditrici?

CNA PROPONE ATTIVITÀ FORMATIVE E MISURE PER LA CONCILIAZIONE TRA TEMPI DI VITA E LAVORO

Nelle scelte di finanziamento delle banche, esiste una discriminazione basata sul genere? Sul credito d'impresa ancora oggi sembrano pesare vecchi stereotipi che si traducono in una disparità di trattamento verso le imprenditrici rispetto ai colleghi uomini.

"L'accesso al credito - dichiara Simonetta Pregnolato Presidente di CNA IMPRESA DONNA - rappresenta uno dei nodi cruciali della possibilità di stare sul mercato, non solo nella fase di avvio di nuove attività, ma anche nei momenti di trasformazione; questo vale per imprenditori e imprenditrici.

Se in questi momenti di forti cambiamenti è difficile per le imprese accedere a finanziamenti, per quelle femminili lo è ancor di più - dichiara Pregnolato -.

In Polesine 1 impresa su 4 è diretta da donne (sono circa 6.000 le imprese a titolarità femminile dai dati della Cciaa) e sono presenti ormai in tutti i settori, consolidate e in numero crescente, posizionate sul mercato oltrechè in possesso di una solida reputazione. Certo spesso sono piccole o piccolissime imprese ed avere credito risulta per loro particolarmente complesso, non solo in fase di avvio.

Le regole di Basilea per l'accesso al credito delle piccole aziende - commenta Simonetta Pregnolato - non fanno differenze di genere, ma le imprese al femminile partono ancora svantaggiate, perché vengono considerate, erroneamente, più fragili.

Non si tiene conto, poi, che soprattutto in questo periodo, molte sono le giovani che entrano nel mondo del lavoro, avviando una propria attività, con competenze professionali e con l'obiettivo di concretizzare una propria idea, a differenza del passato quando ciò avveniva soprattutto per contribuire al bilancio familiare in mancanza anche di alternative di lavoro.

In ogni caso ancora oggi sono molte le imprenditrici che devono fare i conti con un carico di lavoro familiare e di assistenza che non è supportato da un welfare territoriale adeguato.

Come CNA - afferma Pregnolato - per affrontare queste problematiche abbiamo attivato una serie di azioni: dalle attività formative in cui sviluppare le dinamiche con le quali le banche si approcciano alla valutazione dell'azienda, agli elementi relativi al controllo di gestione, alle proposte presentate ai Comuni finalizzate a migliorare il welfare territoriale attraverso la presenza di asili nido, scuole materne e di infanzia a sostegno delle imprenditrici e delle lavoratrici in generale , proponendo inoltre la concessione di voucher per le attività di cura ed assistenza da utilizzare nei confronti di Enti convenzionati con il Comune stesso (contenendo quindi il ricorso ad attività irregolari)."

Infine come CNA - ricorda Simonetta Pregnolato - abbiamo sottoscritto un accordo con BancAdria che ha destinato un plafond di un milione di euro a favore delle imprese a titolarità femminile per interventi di sostegno ad operazioni di investimenti e liquidità aziendale.

Tag: